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We Build Hardware Startups
Il senso degli Industrio Talks: promuovere, concretamente, una vera cultura del manifatturiero innovativo

Un acceleratore privato di startup hardware qual è Industrio , che tutti i giorni cerca di generare innovazione concreta (in primis nel territorio), ha delle responsabilità. Una di queste è cercare di promuovere una cultura del manifatturiero innovativo. In Italia, per molto tempo, parlare di industria è stato quasi un tabù. Termini come burattatura, fresa, motore trifase, alternatore, stampaggio, laser sono stati per decenni parole di un lessico alieno a gran parte degli italiani. Che nel manifatturiero vedevano soltanto il residuo di un’era lontana, quando l’Italia era in pieno boom ed esportava in tutto il mondo motorini, cemento e auto di piccola cilindrata.

Oggi l’Italia è cambiata, ed è cambiato il modo in cui gli italiani vedono il manifatturiero . La grande crisi ci ha insegnato che senza le aziende del secondario l’economia, semplicemente, non va. Per fortuna, non siamo più (soltanto) il paese delle utilitarie e del cemento. Nel nostro paese si producono anche SUV e motori elettrici, oltre che auto sportive rinomate, acciai speciali, abiti e scarpe di pregio, mobili di design, sensori, agroalimentare di altissima qualità, robot.

Prodotti molto diversi tra loro, ma accomunati da un forte tasso di innovazione tecnologica , e da un dialogo costante con il digitale: meccanica e bit non sono più agli antipodi della produzione, secondo schematismi logori , ma si contaminano. E così in un crescente numero di PMI del manifatturiero avanzato si può incontrare, di fronte alla stessa macchinetta del caffè, il saldatore, il designer e l’ingegnere specializzato in CAE.

Promuovere la cultura del manifatturiero innovativo significa restituire vitalità all’economia , e all’imprenditoria, del territorio e del paese. Ecco perché come Industrio abbiamo deciso di lanciare, quest’anno, gli Industrio Talks: una serie di appuntamenti, con ospiti di alto livello del mondo dell’industria, delle startup, della ricerca, per parlare di temi e sfide di primaria rilevanza per il manifatturiero innovativo. A inaugurare la stagione, l’Industrio Talk di marzo, dedicato a un settore strategico: l’automotive.

In Europa l’automotive vale, in totale, oltre il 4% del PIL, e occupa 12 milioni di persone . In Italia, oltre all’occupazione generata dagli stabilimenti dove ha luogo la fabbricazione dei veicoli, c’è un indotto fatto da una miriade di PMI attive nelle prime lavorazioni (ad esempio nella verniciatura e nel trattamento metalli), nelle lavorazioni intermedie (la componentistica in primis), nella distribuzione ecc., per un fatturato complessivo superiore ai cento miliardi di euro, e mezzo milione di persone occupate. E se è vero che il settore ha i suoi poli tra Torino, Milano e l’Emilia-Romagna, è anche vero che il Trentino-Alto Adige può dire la sua, grazie a PMI, centri di ricerca e startup all’avanguardia.

Insomma, l’automotive è una priorità. Ma nei prossimi anni questo settore strategico cambierà profondamente. Moltissimi i temi sul tappeto: dalle sfide tecnologiche dell’automazione, dell’elettrificazione e della connettività, alle sfide sociali, culturali ed economiche collegate al car-sharing; dal crescente desiderio (soprattutto tra le fasce alte della domanda) di veicoli personalizzati, al boom dell’automotive in Asia (già oggi la Cina è il primo produttore mondiale di auto). Questo cambiamento può essere, per le PMI e le startup del territorio, e di tutto il paese, una grande opportunità di business. L’Industrio Talk di marzo “Il futuro dell’automotive” vuole aiutare a capire in che modo.

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ecomapsnews@instm.it

Innovazione nella gestione dei rifiuti speciali mediante geolocalizzazione

Articoli

Un articolo pubblicato recentemente su Science Advance ha mostrato per la prima volta un’analisi globale di tutta la plastica prodotta combinando i dati globali: sulla produzione, l’uso e lo smaltimento di resine polimeriche, fibre sintetiche e additivi, basandosi su un modello stock and flow. L’analisi include termoplastiche, termoindurenti, poliuretani, elastomeri, rivestimenti e sigillanti e in particolare è focalizzata sulle fibre e resine più diffuse polietilene ad alta densità, polietilene a bassa densità e a bassa densità lineare, polipropilene, polistirene, polivinilcloride, polietilene tereftalato e resine poliuretaniche, e fibre poliestere, poliammidiche e acriliche. Dove al polimero puro sono stati aggiunti additivi per migliorare le proprietà del materiale. Di seguito i risultati ottenuti in questo studio.

La produzione globale di resine (polimeriche) e di fibre (sintetiche) è aumentata da 2 Mt nel 1950 a 380 Mt nel 2015, con un tasso annuo di crescita composto ( CompoundAnnual Growth Rate , CAGR) dell’8,4% e circa 2,5 volte il CAGR del prodotto interno lordo globale di quel periodo.

L’ammontare totale di resine e fibre prodotte dal 1950 al 2015 è di 7800 Mt e la metà (3900 Mt) è stata prodotta in soli 13 anni. Oggi, la sola Cina produce il 28% delle resine globali e il 68% delle fibre di poliestere, poliammide e acriliche (PP A). La plastica biodegradabile ha attualmente una capacità di produzione globale di soli 4 Mt e dunque non rientra nell’analisi eseguita da Law et al.

I dati raccolti relativi alla produzione di resine, fibre e additivi, da varie fonti industriali, sono stati ordinati in base al tipo e al settore di consumo. Mancano ancora invece i dati relativi alla produzione di fibre e additivi. In media le plastiche non rinforzate contengono il 93% di resine polimeriche e il 7% di additivi, in termini di massa. Quando vengono considerati anche gli additivi, l’ammontare di questo tipo di plastica (successivamente definita come resina con additivi) prodotta dal 1950 aumenta fino a 7300 Mt e di 1000 Mt con l’aggiunta di fibre di PPA. Plastificanti, sigillanti e ritardanti di fiamma costituiscono i tre quarti di tutti gli additivi. Le categorie più rilevanti nella produzione totale delle materie plastiche non rinforzate sono rappresentate da polietilene , PE (36%), Del Descuento Al Por Mayor SALOMON SENSE PRO MAX W Viola TAGLIA 65 2018 Nueva Descuento Del Éxito De Ventas Comprar En Línea Con Paypal Sitios Web Para La Venta SmrWrZ
, PP (21%), e polivinilcloruro , PVC (12%) seguite da polietilene tereftalato , PET, poliuretano , PUR, e polistirene PS (<10% ciascuno). Il poliestere, costituito per la maggior parte da PET, rappresenta il 70% di tutta la produzione di fibre PPA. Questi sette gruppi insieme costituiscono il 92% di tutte le materie plastiche prodotte. Circa il 42% di tutte le materie plastiche non rinforzate sono state usate per il packaging, il quale è composto prevalentemente da PE, PP e PET. Il settore dell’edilizia e delle costruzioni in cui è stato usato il 69% del PVC totale è il secondo maggior consumatore con l’uso del 19% di tutte la plastica non rinforzata.

17 novembre 2011 18:30

Ok, in fondo sono solo definizioni un pò stucchevoli, però mi pare si ragioni con gli occhi di un alieno che arriva sulla terra e classifica il cane come parassita opportunista (termine botanico, non mi viene altro..) perchè mangia quello che riesce ad ottenere dall'uomo. Insomma, 25 mila anni fa di vegetariani non se ne trovavano tanti.

17 novembre 2011 18:37

@AFMcrime:1) non capisco il senso del tuo usare la parola "ornitologico". Cosa c'entrano gli uccelli?http://it.wikipedia.org/wiki/Ornitologia2) Il dubbio mi rimane. Il mio pensiero è questo:costruiamo una retta in cui ai due estremi ci sono l'erbivoro puro e il carnivoro puroE---------------------------------------COra posizioniamo l'uomo (H). Se la posizione fosse esattamente al centro (ovvero capace di mangiare indifferentemente sia carne che vegetali)E--------------------H------------------CL'uomo sarebbe indubbiamente onnivoro. Il fatto è che secondo me l'H non sta al centro, perché l'alimentazione paritaria tra fonti animali e vegetali (anzi, specifico meglio, tra vegetali e carne e pesce, perché secondo me latte e uova sono meno dannosi, ma è un'opinione personale) porta a più problemi rispetto ad una retta fatta cosìE---------H-----------------------------CIn questo caso (o nel caso opposto) l'uomo potrebbe definirsi onnivoro? Personalmente non riesco a rispondere affermativamente, ma nemmeno negativamente. Lasciamo perdere le origini, che secondo me parlare delle origini non ha senso (se vuoi sviluppo il pensiero), la situazione attuale ci pone davanti un essere umano che mangia molta carne e per questo ne risente. Sempre la situazione attuale ci dice che gli studi condotti riguardo alle popolazioni vegetariane sono favorevoli a questo stile di vita. Infine, sempre per l'attualità, nessun uomo sano è incapace di nutrirsi mangiando carne e può farlo per anni, decenni, forse anche tutta la vita, senza risentirne. Io, sinceramente, non ne esco.@hope: Questo per dire che, vegetariani o meno, siamo tutti ben lontani, nella dieta come in altri aspetti, dallo stato naturale. Sono perfettamente d'accordo, ed è per questo che non voglio rifarmi ad alcuna definizione a riguardo. Preferisco parlare di quantità e di proporzioni nella dieta piuttosto che generalizzare all'intera specie umana parlando di frugivori, carnivori, onnivori e via dicendo. Mi chiedo se l’uomo non sia fatto per mangiare finche ce n’è, in vista di possibili periodi di carestia. Qualcuno sa dirmelo? Secondo me, sì. Dimagrire è molto più difficile che ingrassare, acquistare 7 kg di grasso in una settimana è alla portata di chiunque, per perderli senza danneggiare i muscoli invece ci vogliono almeno un paio di mesi. Inoltre esistono meccanismi nel nostro corpo che ci impediscono di sentire la fame dopo un certo periodo di digiuno, a quel punto si vive anche più serenamente, si ha la mente più lucida e, in teoria, si è pronti per trovare una nuova preda.@AFMcrime2: in fondo sono solo definizioni un pò stucchevoli è quello che dico anche io

Scrivi cosa ti dice il cuore

Autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura di sé

James W. Pennebaker

Erickson, 2004 (Capire con il cuore)

Rilanci

Letture – Raccontarsi – L’autobiografia come cura di sé ,di Duccio Demetrio,Raffaello Cortina Editore, 1995

Visioni, Ruby Sparks di Jonathan Dayton e Valérie Faris, Stati Uniti, 2012

Genere

Saggistica

Parole Chiave

Scrittura, confessione, inibizione, salute, benessere

Trama

“Chi nella vita si è trovato in una situazione di stress o difficoltà sa bene che esprimere le proprie emozioni negative aiuta subito a stare meglio e a superare un momento difficile. Questo volume dimostra che aprirsi, parlare ma soprattutto scrivere dei propri sentimenti ha effetti positivi non solo sul proprio benessere psicologico, ma anche sulla salute fisica. Scritto da uno psicologo che ha condotto numerosi studi sulle relazioni che collegano corpo e mente, il libro presenta numerosi esempi di come l’espressione di sé e l’inibizione possano agire positivamente e negativamente sullo stato fisico di una persona, soffermandosi in particolare su come la scrittura possa aiutare a superare traumi e paure. Un libro utile sia ai lettori che cercano di sapere qualcosa di più del proprio malessere, sia alle persone che si occupano (per professione o per passione) di psicologia, medicina e psicosomatica.” ( presentazione del volume sul sito dell’editore Erickson)

Autore

Professore di Psicologia all’Università del Texas a Austin, ha condotto numerose ricerche sullo stress, le emozioni e la salute per la National Science Foundation e per i National Institutes of Health. Ha pubblicato più di cento articoli e sette libri.

Bbliografia

Questo è l’unico libro di Pennebaker tradotto in italiano,un elenco delle sue altre pubblicazioni dalla voce in inglese di wikipedia

Contributi

The secret life of pronouns – Ted Conference di James Pennebaker

Questo libro parla di come la traduzione in parole delle esperienze che ci hanno turbati possa influire sui pensieri, gli stati d’animo e la salute fisica. La mia non è la storia di un medico o di uno psicoterapeuta bensì la storia di un ricercatore…Come vedrete il fatto di narrare a parole o per iscritto le proprie esperienze può migliorare la propria salute fisica e psicologica

Etichette: benessere confessione inibizione salute Scrittura

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Cristina Paruta

Sono Consulente di Scrittura Autobiografica Individuale al Centro Divenire. Conduco laboratori di Scrittura Autobiografica, al “Divenire” e in altri contesti. Faccio percorsi di formazione per biografi volontari. Sono bibliotecaria e lavoro part-time in una biblioteca pubblica. Sono autrice del blog La Biblioteca del Divenire. Ho due grandi passioni che mi accompagnano dall'infanzia, la lettura e la scrittura. Mi piace nuotare e camminare, pratico lo yoga, adoro andare al cinema e passare del tempo con la mia famiglia e con gli amici.

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